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Cento nonnulla uccisero... PDF Stampa E-mail
SiraNews - L'opinione di Uno di noi
Scritto da Uno di noi   
Sabato 25 Febbraio 2012 17:46

Cento nonnulla uccisero l’asino di Sancho Panza, scrisse il Cervantes nel suo famoso Don Chisciotte. Ebbene, sono stati tanti nonnulla oggi a contribuire ad affondare il Siracusa. Proviamo a elencarne alcuni:

1)    Senza dubbio il gol preso a freddo, al primo minuto, su calcio d’angolo ha condizionato la gara.

2)    Il modulo 4-3-1-2, adottato per tutto il primo tempo, ha imbottigliato il gioco degli azzurri in un imbuto a centro area: lì Testardi e Coda si intralciavano a vicenda, facilmente tenuti da una difesa che non doveva preoccuparsi di attacchi dalle fasce.

3)    Sottil, purtroppo, ci ha messo tutto il primo tempo per capire, inserendo Pepe soltanto a inizio di secondo tempo. E nel secondo tempo, finalmente, il Siracusa ha giocato: ha giocato con il vecchio modulo, con il collaudato 4-2-3-1 che prevedeva i tre trequartisti dietro al micidiale Mohamed Fofana. Testardi ovviamente non vale il Francese, ma la squadra con questo modulo ha comunque imposto agli avversari il gioco largo sulle fasce di Longoni e Pepe, costringendo i lombardi a quaranta minuti di angosciosa difesa in area alla maniera del vecchio calcio all’italiana, stile Anni Sessanta...

4)    Dopo aver regalato un tempo, la squadra sembrava andar bene, ma cosa fa Sottil? Toglie il piedibuoni Longoni, uno che crea scompiglio in area e che tira comunque molto bene anche da fuori area… per far entrare uno Zizzari che non ha partecipato al gioco e che non ha toccato alcuna palla con costrutto.

5)    Anche il guardalinee lato Tribuna ci ha poi messo del suo:

a)    Non segnalando all’arbitro uno schiaffo dato davanti ai suoi occhi dal n. 7 del Pergocrema a Davide Baiocco a gioco fermo: secondo le regole del calcio questo è un fallo da rosso diretto. Se l’assistente avesse fatto il proprio dovere, i lombardi sarebbero rimasti prima in dieci e poi, dopo l’espulsione del n. 3, anche in nove. Come capitò allo sfortunato Siracusa nella gara d’andata a Crema.

b)    Segnalando invece l’assistente, per tutto il secondo tempo, una miriade di fuorigioco: molti reali, ma tanti invece assolutamente inventati. Qualche errore ci può stare, ma quando la bandierina viene sempre alzata a prescindere, e quando non viene segnalato uno schiaffo dato all’avversario proprio davanti a te… caro assistente ci fai pensar male.

Che dire, per concludere? Mentre l’asino di Sancho Panza morì, dobbiamo sperare che per il Siracusa si sia trattato oggi soltanto di un passeggero mal di pancia e che quindi i Leoncelli possano tornare guariti, e soprattutto molto affamati, a mordere le caviglie degli avversari già dalla prossima gara di Trapani.

 
 

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